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I Cambiamenti in Campo Energetico dovuti alla Guerra in Ucraina.

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Il conflitto Russia Ucraina ha avuto un grande impatto nell’ambito del mercato energetico, sia per quanto riguarda la produzione che per l’approvvigionamento.

I Paesi europei importatori di gas dalla Russia, si sono resi dipendenti. Per contrastare tale posizione di debolezza, la Commissione Europea ha elaborato il piano Repower EU, allo scopo di ridurre a un terzo l’importazione del gas russo entro il 2022.

Il processo di Transizione Energetica ed Ecologica supportato dal PNRR è stato messo in crisi dall’inevitabile cambiamento legato alla posizione italiana, in quanto Paese dell’EU. Sostenere le sanzioni contro la Russia, Paese da cui proviene oltre il 40% del nostro approvvigionamento energetico, ha reso urgente individuare nuove fonti.

Il mix energetico nazionale risulta costituito per oltre l’80% da fonti fossili (42% gas, 36% petrolio, 4% carbone) e per il 18% da fonti green (11% fotovoltaico ed eolico, 7% idroelettrico).

Il Gas e l’Indipendenza Energetica

Il gas, quale fonte preminente per la produzione di energia elettrica, influisce in modo decisivo nella determinazione del suo prezzo. E’ il cosidetto ‘System Marginal Price‘ in vigore nell’EU. Tuttavia, sebbene le comuni politiche europee siano mirate all’ottimizzazione di fonti, produzione e stoccaggio, l’Italia deve puntare all’autonomia e alle potenzialità derivanti dalla posizione geografica strategica.

Il nostro Paese può arrivare ad essere ‘hub energetico‘ per l’UE. Questo sia per la capacità delle reti di trasmissione, sia per quella di gestione nella raccolta di energia proveniente da FER. La nostra rete di gasdotti (di proprietà SNAM) è la più grande del bacino del Mediterraneo ed è già in parte predisposta per il trasporto di idrogeno.

Il gas (40%) che arriva in Europa dalla Russia attraverso il sistema TAG, si collega alla rete italiana a Tarvisio. Il 29% dall’Algeria, utilizza l’interconnettore Transmed che approda a Mazara del Vallo. Il 9% dall’Azerbaijan, attraverso il sistema TAP, a Melendugno. Il 4% dalla Libia, arriva a Gela con l’interconnettore Greenstream. Il 3% a Passo Gries attraverso Germania e Svizzera col sistema TENP/Transitgas. Infine, il 13% del GNL, utilizza i rigassificatori di Panigaglia, Livorno e Cavarzere.

Le proposte per un rafforzamento effettivo della sicurezza energetica nazionale puntano anche sugli accordi per reperire il gas da altri Paesi produttori. Si tratta di Egitto, Qatar, Congo, Mozambico, Angola e Nigeria, soprattutto per il gas liquido, che è di produzione ENI.

L’indipendenza energetica ha conseguenze geopolitiche nella riconfigurazione dei rapporti tra i Paesi del bacino del Mediterraneo.

Investimenti e Innovazione nel Settore Energetico

Nell’ottica di crocevia per il passaggio delle forniture di gas, un ruolo preminente potrebbe essere ricoperto dai Paesi dell’Area del Mediterraneo. Da qui potrebbero transitare i gasdotti da Shah Deniz in Azerbaijan e dal Leviatano in Israele. Un’ipotesi abbastanza concreta vedrebbe un hub energetico Egitto-Israele-Cipro. Si prospetterebbe, così, la ripresa del progetto per collegare Cipro, Egitto, Israele e Italia. Tale interconnettore è stato più volte evidenziato come progetto di interesse comune per l’UE ed approderebbe a Otranto.

La crisi energetica impatta non solo sulla produzione ed approvvigionamento del gas ma anche sul suo stoccaggio. Importante sarà potenziare le FSRU (Floating Storage and Regasification Units). Altresì fondamentale sarà adottare politiche di contenimento dei prezzi. Tra le proposte EU c’è la temporanea introduzione del ‘price cap’. Si tratta di un tetto massimo del prezzo di acquisto del gas da imporre alle imprese acquirenti dei Paesi UE. Questo, unito a un ente europeo regolatore che autorizzi gli acquisti e controlli i prezzi, potrebbe assorbire l’impatto negativo dell’aumento dei prezzi.

Appare evidente che in Italia le aziende partecipate dallo Stato (ENI, ENEL, SNAM) svolgano un ruolo fondamentale per il superamento della crisi energetica. Grazie all’utilizzo della tecnologia nella ricerca di soluzioni innovative e di sostenibilità, e all’avanzata rete di trasporto gas e capacità di stoccaggio, le partecipate sono il fulcro per la tutela della sicurezza energetica nazionale. Le attività di tali aziende vanno supportate da politiche normative di governo. Queste devono essere dirette a calibrare prezzi, limitare gli stoccaggi e potenziare le infrastrutture necessarie per l’interconnessione.  Contemporaneamente le politiche degli Stati dell’UE dovranno convergere in modo tale che le misure pensate per l’emergenza possano trasformarsi in soluzioni durature ed efficaci. Tutto ciò in linea con gli obiettivi di Transizione Ecologica.

Il Ruolo della Camera di Commercio Italo-Cipriota

Un importante sviluppo nel settore energetico ha avuto luogo a Cipro nel mese in corso, come annunciato dal Ministro dell’Energia, del Commercio e dell’Industria, S.E. Natasa Pilides. Lunedì 23, infatti, l’italiana Eni e la francese TotalEnergies hanno iniziato la perforazione di un pozzo esplorativo di gas al largo delle coste cipriote.

La trivella Tungsten Explorer è arrivata sul posto a sud-ovest dell’isola e ha iniziato il lavoro di perforazione. Eni è l’operatore dell’area offshore nota come Blocco 6, con una partecipazione del 50%. Il totale detiene il restante 50%.

Cipro può svolgere un ruolo importante come hub energetico nel Mediterraneo orientale e nella fornitura di gas all’Europa. Proseguono i lavori per Glauco nel Blocco 10 e per i collegamenti con i gasdotti in Egitto e Israele. In conclusione, l‘elevato know-how tecnologico delle aziende italiane nel settore delle reti infrastrutturali, unito ai consolidati rapporti con Cipro, lasciano intravedere interessanti prospettive di sviluppo e ottime soluzioni per superare la crisi energetica.

Il settore energetico è una delle principali aree di interesse della Camera, in cui sono in corso importanti azioni e sviluppi per rafforzare ulteriormente la cooperazione sull’asse cipriota-italiano e favorire lo scambio di best practice e know-how.

Per approfondimenti su questo articolo o per ulteriori informazioni sulle attività della Camera di Commercio Italo-Cipriota, scrivere a: segreteria@camcomitacipro.it